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È'l'ora dei «guerilla store» La moda dei ristoranti clandestini

C’era una porta uguale a tante, con il campanello e tutto il resto, e di fianco un piccolo garage che la donna aveva sapientemente trasformato.

Una forma di socialismo gastronomico che ha presto proliferato un po’ anche grazie alla crisi economica e alla quantità di chef disoccupati, in attesa di un impiego, e vogliosi di rimanere in attività.

Altri ancora, come Ellis Grace fondatrice del Salad Club a Londra, hanno creduto di fare un’opera a sfondo semi assistenzialista: «Questa è una città ostile e invitare gente a casa propria, creare una situazione intima e cucinare per loro, crea i presupposti per la nascita di un’amicizia».

Thomas Keller, monumentale chef americano creatore del celebre Per Se (dentro alla Time Warner Tower di Manhattan, 400 dollari menù degustazione, prezzo fisso), si è dissimulato dentro le mura di un ristorante in costruzione, per farci il suo personalissimo guerrilla restaurant.

Fonte: www.corriere.it

Ottobre 15, 2009 - Pubblicato da bulldogblog | Uncategorized | , | Ancora nessun commento.

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